Ungheria

Si può dire che l’Ungheria rappresenti a giusto titolo il cuore dell’Europa perchè è situata a centro del continente tra la Slovacchia (a nord), l’Ucraina (a nord-est), la Romania (a est e a sud), la Serbia e la Croazia (a sud), la Slovenia (a sud-ovest), l’Austria (a ovest).

L’aspetto del paese non è del tutto uniforme. Vi si distinguono, infatti, tre regioni: la Pannonia, il Felföld e l’Alföld. La Pannonia, tra il Danubio e la Drava, è quasi interamente pianeggiante;il Felföld (“terra alta”) è formato dagli ultimi contrafforti della catena dei Carpazi; l’Alföld (“terra bassa”) è formato dalle pianure situate tra il Danubio e il Tibisco e dal territorio a est di quest’ultimo, occupato quasi interamente dalla puszta (“pianura stepposa”), trasformata in prateria, campi e zone industriali.

Il Danubio e il Tibisco sono i principali fiumi dell’Ungheria, ma il Danubio riveste particolare importanza da quando, nel 1992, sono terminati i lavori al sistema di canali che, collegandolo al Reno, hanno consentito al paese lo sbocco sul mare.

Il Lago Balaton, al centro del paese, è il mare degli ungheresi, col suo litorale, le sue spiagge, le barche a vela e le tempeste.

Feste e tradizioni

Natale

In Ungheria Babbo natale, Mikulás, per i bambini ungheresi, non viene il giorno di Natale ma il giorno del suo onomastico ovvero il 6 dicembre, giorno di San Nicola. I bambini la notte tra il 5 e il 6 dicembre lasciano le loro scarpe sul davanzale della finestra, e la mattina seguente i bambini buoni vi troverrano dolci, e i bimbi “cattivi” solo paglia e fraschette dorate. Una tradizione ungherese è quella di usare le ghirlande durante il periodo dell’Avvento. Le ghirlande sono fatte di ramoscelli di pino montate su una corona di filo di ferro. Gli ungheresi la mettono in tavola, e vi mettono 4 candele (4 perchè rappresentano le 4 domeniche che precedono il Natale), e di solito 3 candele sono viola (simbolo del pentimento dei peccati) e una rossa che rappresenta il vicino arrivo di Gesù. L’albero di Natale in Ugheria,diversamente da noi, viene addobbato solamente il 24 dicembre, giorno della vigilia, e viene decorato con dolcetti e luci colarate. L’albero viene addobbato dai genitori e i bambini vengono tenuti lontani, assistono alle recite natalizie per esempio. Quando i bambini sentono il suono di un campanellino significa che Bambin Gesù è arrivato. A cena si mangiano piatti tipici come la carpa impanata, il beigli, è un dolce tipico natalizio simile allo strudel, la zuppa di pesce, il tacchino ripieno e l’arrosto di anatra o di oca. Dopo vi è lo scambio di regali ma non vengono attribuiti a Babbo Natale bensi a Bambin Gesù.

Pasqua

Pasqua in Ungheria è sinonimo di decorazione delle uova. Secondo una credenza popolare, i simboli che venivano dipinti sulle uova erano dotati di poteri magici, ad esempio la croce, la mano o la stella scacciavano gli spiriti maligni. Ma un’altra tradizione particolare in Ungheria è quella di “innaffiare” le ragazze. Il lunedi di Pasqua i giovani si alzano presto e vanno appunto ad innaffiare le povere ragazze “perchè non sfioriscano”, oggi almeno lo fanno con acqua di colonia ma un tempo si faceva con l’acqua del pozzo!; questa usanza di primavera sta a simboleggiare il ritorno della vita. In cambio le ragazze offrono uova colorate.

 

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